Club Alpino Italiano sezione di Farindola
Presidente: Daniele Borgheggiani
Telefono: 329/6922291
e-mail: caifarindola@yahoo.it
Finalità:
- manutenzione dei sentieri
- manutenzione e gestione di bivacchi, rifugi e/o altre opere alpine
- diffusione di attività sportive eco-compatibili:
- frequentazione della montagna
- promozione di attività scientifiche, didattiche e culturali
- iniziative per la tutela e valorizzazione dell’ambiente montano
- produzione di carte, guide e pubblicazioni di cultura alpina
- collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Storia:
La Sezione di Farindola del Club Alpino Italiano nasce nel 1973 per iniziativa del Prof. Mario M. Viola, grande appassionato di montagna e già da allora impegnato nelle lotte in difesa dell’ambiente.
Ufficialmente riconosciuta dagli organi centrali nel 1974, l’Associazione si segnala subito per la forte partecipazione e l’intensa attività svolta nei vari campi statutari. Vere pietre miliari della Sezione nei primi anni di vita sono:
- l’elaborazione di un documento/proposta presentata alla Regione Abruzzo per l’istituzione di un Parco Nazionale sul Gran Sasso. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga verrà istituito successivamente,
- l’opposizione alla realizzazione dell’inutile strada pedemontana Rigopiano – Castelli,
- la catalogazione delle grotte e degli abissi dell’area Vestina, grazie all’attivo gruppo speleologico,
- la proposta al Comune di Farindola, che recepisce e si dota di un provvedimento legislativo per la salvaguardia della flora e della fauna del suo territorio; primo paese del centro-sud,
- la proposta e inserimento del Gran Sasso, nell’Inventario Nazionale delle Aree Montane da proteggere del CAI,
- coinvolge con il locale circolo di Legambiente il Consiglio d’Europa per la tutela dell’altopiano carsico del Voltigno, della faggeta di valle Caterina e del vallone d’Angora.
Gli anni ‘80 sono comunque anni bui, il paese vive lo spettro dello spopolamento e dell’abbandono. Le forze giovani emigrano e viene così a mancare il ricambio generazionale. Si raggiunge il punto più basso nel numero di associati; circa 60 unità.
I primissimi anni ‘90 segnano fortemente la rinascita della Sezione, legata essenzialmente a due fattori concomitanti che si chiamano: “operazione camoscio” e Gabriele Ciuffi.
- Grazie ad un lascito di un associato di Roma, la sede centrale del Club Alpino Italiano avvia d’intesa con l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo ed il WWF una grande operazione naturalistica: “l’operazione camoscio”, si prefigge lo scopo di riportare questo splendido animale sulle montagne del Gran Sasso, là dove era scomparso 100 anni prima. Il Monte San Vito e Farindola, diventano così i simboli di questo grande atto di riparazione dell’uomo a favore della natura. La Sezione Farindolese, con le altre Associazioni locali diventa parte attiva ed integrante del vasto movimento popolare che porta alla costruzione dell’area faunistica del camoscio appenninico in località Vitella d’Oro.
- Gabriele Ciuffi arriva a Farindola nel 1989 sull’onda dell’exploit alpinistico sullo Huascaran (m. 6.768 slm) nella Cordillera Blanca peruviana. La passione per la montagna e il carisma personale di cui gode, ne fanno in breve, elemento trascinatore di giovani che si avviano così alla pratica delle attività sportive di montagna. Si effettuano allora, per sua iniziativa, i primi corsi di introduzione e perfezionamento allo sci-alpino, alpinismo e sci-alpinismo. Nel Novembre del ‘95 durante un’esercitazione del Soccorso Alpino Abruzzese, mentre percorre una cresta del Monte Tremoggia, scivola e muore, sacrificando la sua giovane vita per l’altruismo e per la grande passione per la montagna. Nell’ottobre dell’anno successivo il suo sacrificio fu ricordato con una medaglia d’oro per la solidarietà alpina consegnata alla famiglia dall’allora Presidente della Camera dei Deputati On. Sergio Violante e per la stessa motivazione, nel decennale della scomparsa, il Comune di Farindola d’intesa con l’Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, gli dedica il museo del camoscio appenninico presso la sede scientifica del Parco di Farindola, che adesso porta il suo nome. La Sezione vive un momento di forte sconforto ma reagisce alla tragedia, firmando nel corso degli anni successivi, progetti locali di rilievo quali:
- guide, carte e sentieri di Farindola e dell’alta valle del Tavo,
- rifugi e capanne sociali,
- il “camminarmangiando”,
- falesie di arrampicata in valle d’Angri.
A proposito di queste ultime, un inciso a proposito della falesia denominata “La Sportella” dove, un progetto espresso in sinergia dalle Associazioni legate alla montagna CAI, CNSAS e AGAI e poi recepito dall’Amministrazione Comunale di Farindola, ha permesso di utilizzare le soluzioni che garantivano i maggiori requisiti di sicurezza e realizzare così a tutti gli effetti una “palestra comunale” per la pratica dell’arrampicata libera.
L’istituzione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, arriva come una novità assoluta per il nostro paese, ed evidenzia una ricerca di cultura ambientale tra i giovani con relativi nuovi iscritti.
Gli anni del 3° millennio, vedono la Sezione, impegnata soprattutto nell’attività di riscoperta del territorio e di sensibilizzazione dei giovani verso le tematiche ambientali e di avvicinameno alle attività sportive ad essa compatibili, grazie ai progetti denominati CAI-Scuola e CAI-Giovani. Inoltre:
- Nel 2004 con la Sezione di Penne porta avanti un progetto del CAI Centrale ed inaugura il sentiero escursionistico-religioso dell’Abruzzo “ beato Pier Giorgio Frassati” che unisce i paesi di Farindola e Pescosansonesco.
- Nel 2008 con la coop. Cogecstre di Penne riapre ad un utilizzo storico, funzionale e didattico il sentiero denominato “Serafino Razzi” che unisce il centro storico di Farindola alla riserva regionale Lago di Penne ed a Penne stessa.
- Nel 2009 con il locale cirolo di Legambiente, l’Ass. Culturale “ViviFarindola”, e la Coop. CIEFIZOM propone un progetto (eco-museo alta valle del Tavo) con le finalità di conservazione e valorizzazione delle entità storiche, culturali, economiche e naturalistiche del territorio montano di Farindola, con particolare riferimento alla valle d’Angri. L’idea viene recepita dal Comune di Farindola con delibera Comunale n° 46 del 18/12/2009 e dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Da segnalare inoltre, i convegni tematici, gli incontri culturali e la fattiva collaborazione con il CNSAS. Altresì, da evidenziare la stretta collaborazione con la Pro-Loco Farindola, le Associazioni locali e le Sezioni abruzzesi del CAI.
A tutt’oggi, quindi, una Sezione giovane e proiettata nel futuro.
Questa, in breve, la nostra storia, …… certamente una piccola storia, se confrontata con i 140 anni del Club Alpino Italiano o millenaria del nostro paese. Ma è soprattutto la storia di un gruppo di uomini e donne che sotto l’egida di questa Associazione hanno saputo trovarsi, riunirsi e confrontarsi. Una piccola storia che onora sia il CAI che la città di Farindola.
Il Presidente.
Daniele Borgheggiani.